Approccio

approccioLa difesa dei diritti dei disabili gravi, ossia di coloro che non possono lavorare, non possono aspirare ad una vita indipendente, non possono esprimere i propri bisogni, né “compiere gli atti quotidiani della vita”, passa per la flebile voce delle loro famiglie. Famiglie, la cui dedizione, peraltro senza alternative, arriva spesso al sacrificio totale e solitario, specialmente con l’invecchiamento dei genitori.

I problemi di questa area della società, spesso restano ai margini anche nel complesso mondo della disabilità. Il principio, che sembra ovvio, secondo il quale gli interventi a favore dei disabili debbono essere commisurati ai loro bisogni effettivi, e quindi alla gravità, non trova ancora una applicazione congruente nelle politiche per l’handicap.

I problemi non riescono ad emergere con evidenza proporzionale alla loro gravità ed alla consistenza numerica delle famiglie coinvolte che associate all’U.F.Ha. cercano una risposta ai loro problemi irrisolti, a livello politico, amministrativo e legislativo.

Oggi la quasi totalità dei disabili gravi vive in famiglia: una politica per l’inclusione sociale di questi cittadini, non può essere separata da una politica che globalmente si occupi di queste famiglie a rischio di emarginazione.

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