Audizione U.F.Ha. presso la Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato

Guido Trinchieri, Presidente di U.F.Ha. è stato ascoltato dalla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato il 26/11/2019.

L’intera audizione è visionabile cliccando qui.

Di seguito le dichiarazioni rilasciate.


Intendo ringraziare codesta spettabile Commissione che ha voluto rivolgere la sua attenzione al tema della Disabilità, sottolineando come il vivere dignitosamente sia legato alla possibilità di disporre di “ausili” adeguati, riteniamo questa vostra scelta opportuna e necessaria.

La commissione si è occupata e si occupa di temi della massima rilevanza trattando della violazione dei diritti umani a livello nazionale ed internazionali. Le nostre associazioni operano sul territorio nazionale con strumenti legislativi attenti alla dignità della persona ed ai diritti di cittadinanza nel rispetto di una legislazione conforme ai principi costituzionali. Constatiamo tuttavia come l’inerzia, la sciatteria, la disattenzione, la superficialità nell’attuare le leggi dello Stato possano non di rado sconfinare dal disservizio alla vera e propria violazione dei diritti umani

Sappiamo come fino agli anni sessanta del secolo scorso le politiche sociali nazionali rispondessero sostanzialmente al dettato della legge Crispi del 1890 che regolava le istituzioni “elemosiniere e di assistenza e beneficienza” che avevano il compito di assicurare «il mantenimento nei ricoveri di mendicità o in altri istituti equivalenti, degli individui inabili al lavoro, privi di mezzi di sussistenza e di congiunti tenuti per legge a somministrare gli alimenti.

Negli anni, grazie all’impegno di tutti e dell’associazionismo in particolare, il rispetto dei diritti umani si è decisamente imposto, oggi la Repubblica Italiana si è dotata, nello specifico, di una legislazione che, non è una iperbole, definire la più civile d’Europa.

Questo cambiamento culturale e di prospettiva stenta tuttavia ad incarnarsi pienamente nel nostro sistema sociale, incidendo spesso solo marginalmente sulle condizioni di vita delle persone con disabilità, tradendone le aspettative unitamente a quelle delle famiglie che se ne prendono cura, sconfinando dal disservizio  ad una vera e propria violazione dei diritti costituzionali ed umani.

È utile entrare nel dettaglio facendo riferimento, come caso di studio, ad uno dei temi più attuali, il cosiddetto “Dopo di Noi”     

Nel 2000 è la legge 328 “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali” a sancire un radicale cambio di paradigma, rispetto alla legge Crispi, nell’approccio ai problemi delle persone più fragili ed esposte.

Nello specifico la legge all’art.14 parla di “progetti individuali per le persone disabili” che avrebbe necessariamente intercettato le situazioni conseguenti al venir meno del supporto delle cure parentali, appunto il “dopo di noi”.

La legge cost. 3/2001, ad un anno dall’emanazione della legge 328, modifica il Titolo V della Costituzione e ne trasferisce le competenze alle Regioni. L ’inerzia nel recepimento, da parte di molte Regioni, delle funzioni loro delegate dalla modifica costituzionale ha determinato e determina una grave lesione del diritto delle persone con disabilità e delle loro famiglie di vivere dignitosamente.

La legge nazionale 112/2016 “Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare” nelle intenzioni delle associazioni, che fortemente l’hanno voluta, avrebbe dovuto essere la risposta al dramma di gesti insani messi in atto da genitori disperati che non vedono soluzioni per il “dopo di noi”. Nel percorso parlamentare la stessa legge è stata stravolta nella lettera e nello spirito! divenendo un supporto, seppure prezioso, per le Regioni; oggi tuttavia sembra costituirne l’alibi per sottrarsi agli obblighi che si sono assunte con il recepimento della legge 328/00.

In sintesi viene violato, in quasi tutte le Regioni, il diritto delle persone con disabilità ad una vita dignitosa prima e drammaticamente dopo la perdita dell’assistenza dei familiari.

Siamo convinti che una soluzione che rispetti la dignità del cittadino richieda una integrazione ed un ripensamento di sistema da parte delle Regioni ad esempio favorendo la nascita di Fondazioni di Partecipazioni o di Comunità Territoriali, poichè il cittadino utente deve trovare “ausili” efficaci ed economicamente sostenibili nel proprio “territorio”.

La situazione a cui abbiamo fatto cenno, scelta perché attuale e nello stesso tempo emblematica, vuole rappresentare a codesta commissione che l’intera architettura del welfare, teoricamente ben impostata e in massima parte formalmente adeguata alle esigenze dei cittadini, nel concreto per la mancanza di: governance , di controllo, di misura dell’efficacia e dell’efficienza, della frammentazione e delle interpretazioni fantasiose, finisce per mascherare la subdola violazione dei diritti civili di cittadini deboli e troppo spesso indifesi.  Molti sono gli esempi di questo tipo che potremmo trarre dalla quotidianità delle nostre associazioni. Auspichiamo che codesta commissione possa approfondire il tema delle belle leggi inapplicate e neglette che artatamente schermano una situazione di pesante lesione dei diritti costituzionali ed umani. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.