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Assemblea della Consulta Regionale per i Problemi della Disabilità e dell’Handicap

La Consulta, e la totalità delle associazioni che la compongono, hanno fortemente
voluto ed attivamente collaborato perché la legge sul cosiddetto “dopo di noi”
iniziasse e completasse il suo iter legislativo, pur nella convinzione che quelle
associazioni che ne sostenevano l’inutilità, non avessero tutti i torti. Non è opinabile
il fatto che la legge 328, in particolare all’art.14, disponesse la realizzazione
di progetti individuali per le persone disabili, affidando l’obbligo agli enti locali
alle Regioni ed allo Stato di programmare e organizzare il sistema integrato degli
interventi. E’ di tutta evidenza che in questo quadro avrebbero trovato una risposta
anche i bisogni connessi ai percorsi di vita che le persone con disabilità debbono
affrontare dopo la perdita degli affetti familiari. Questo percorso, dopo la modifica
del Titolo V della Costituzione, è di stretta competenza delle Regioni.
Tuttavia per sedici anni la Regione Lazio sostanzialmente ha applicato la legge 328
solo per gli aspetti burocratico-amministrativi (l’istituzione dei distretti socio-
assistenziali, i criteri per la ripartizione del Fondo Nazionale e poco altro) trascurando
l’essenza di una legge nazionale che, a centodieci anni esatti dalla legge Crispi,
abbandona i criteri caritativi e risarcitori di questa, per restituire dignità di cittadini
alle persone con disabilità.
Neppure il recepimento della convenzione ONU per i diritti delle Persone con
Disabilità, fortemente orientata in questa direzione, divenuta il 3 marzo del 2009
legge dello Stato, pedissequamente citata in ogni atto normativo, ha reso concreto
quel mutamento culturale e di prospettiva che ispira il sistema legislativo italiano a
difesa dei diritti delle persone con disabilità.
Il 50% delle persone con disabilità grave, secondo dati ISTAT, vive con uno o
entrambi i genitori, di questi circa un terzo vive con genitori anziani, spesso allo
stremo delle forze (si tratta del 15-20% delle persone con disabilità grave). Questi
cittadini hanno riposto molte speranze nella legge 112/16 “Disposizioni in materia di
assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare”.
Una legge che ha il merito indiscusso di aver riacceso i riflettori su un aspetto
drammatico quanto trascurato delle politiche che riguardano la disabilità e l’handicap.
La Regione Lazio ha recentemente approvato la proposta del Piano Sociale
Regionale denominato "Prendersi cura, un bene comune". Lo slogan che lo anima:
“la persona al centro”. Questo Piano insieme alla legge regionale n.11 del 10 agosto
2016: “Sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali della Regione Lazio”,

che sostituisce la legge regionale 38/96 e, finalmente, recepisce la citata legge 328/00
sembrerebbero certificare finalmente quel cambio di passo tanto atteso!
Ma è veramente così?

Lo Stato
Lo Stato abbiamo visto, nell’ambito delle proprie prerogative e competenze ha
licenziato una legge, la112 appunto, che:
– agevola l’utilizzazione di alcuni strumenti giuridici che facilitino la
trasmissione e la destinazione di beni e risorse economiche dei privati, delle
famiglie in particolare, al benessere della persona con grave disabilità;
– mette inoltre a disposizione un esiguo fondo, per la sua attuazione.

Decreto Interministeriale
Alla legge hanno fatto seguito: il relativo decreto interministeriale del 23 novembre
2016, che detta alle Regioni le modalità attuative per il raggiungimento della finalità
della legge del Dopo di Noi.

La Regione
La Regione, coinvolgendo anche la Consulta, nel rispetto del citato decreto ha
provveduto alla pubblicazione della;
– deliberazione di Giunta regionale n. 454 del 25 luglio 2017 “Linee guida
operative regionali per le finalità della legge n. 112 del 22 giugno 2016”.
– Infine la determinazione 15084 del 8.11.2017” Avviso pubblico di
manifestazione di interesse per l'individuazione di un patrimonio immobiliare
solidale da destinare alle finalità della legge n. 112 del 22 giugno 2016”.

Lo scopo è di acquisire la disponibilità di un patrimonio immobiliare, eventualmente
da adattare mediante il possibile pagamento degli oneri di acquisto, di locazione, di
ristrutturazione e di messa in opera degli impianti e delle attrezzature necessarie per il
funzionamento degli alloggi medesimi.
Il budget gestito dalla Regione, per la totalità di questi interventi, è di appena
1.454.400 euro.
L’altra parte del finanziamento, pari ad euro 7.635.600, gestita da ambiti
sovradistrettuali, è altrettanto esigua.

In concreto facendo l’esempio di un territorio che conosco, che è l’ambito
sovradistrettuale formato dai distretti G5 e G6, che comprende una popolazione fra i
18 ed i 64 anni di 102.063 persone, ed è pressochè privo di strutture di qualsiasi tipo
per il dopo di noi, vengono assegnati 211.337 euro.
E’ di tutta evidenza che siamo lontanissimi da una soluzione vera e concreta del
problema, almeno che per la Regione non sia questa l’occasione per quel
cambiamento di passo che impongono i provvedimenti normativi precedentemente
citati, dalla convenzione ONU, alla legge 328, alla legislazione che la stessa Regione
si è data.
Nello specifico è necessario che la Regione, pur nel rispetto della sussidiarietà,
mantenga la governace di un sistema che sia universalistico e solidaristico, che eviti
che provvedimenti nati con le migliori intenzioni producano politiche sociali parziali
ed inique.
La deliberazione n. 454 del 25 luglio 2017 “Linee guida operative regionali per le
finalità della legge n. 112 del 22 giugno 2016” contiene indicazioni preziose per la
creazione di un sistema regionale efficace ed economicamente sostenibile, ma è
fondamentale che venga sviluppato. Chiudo con l’auspicio che questo argomento
entri seriamente nei temi della prossima campagna elettorale.

Vicini alle persone con disabilità e di chi se ne prende cura

Pubblicato su la Repubblica un articolo che parla di U.F.Ha..

Riportiamo di seguito il testo dell’articolo, scaricabile in allegato.


 

L’associazione – Garantire l’inclusione sociale è una priorità

Vicini alle persone con disabilità e di chi se ne prende cura

Ufha partecipa attivamente alle politiche nazionali ed europee

 

Garantire l’assistenza ai cittadini con disabilità grave, aprire case famiglia, stimolare la politica rivolta ai bisogni delle persone non autosufficienti e una maggiore attenzione verso i loro diritti; questi sono alcuni degli obiettivi dell’Associazione Ufha Unione Famiglie Handicappati.

 

DA PIU’ DI 30 ANNI

L’onlus affonda le radici negli anni ’70 quando alcuni comitati dei genitori con figli con disabilità di livello grave avevano cominciato a gettare le nas con le prime rivendicazioni. Solo nel 1983, tuttavia, si è costitutita ufficialmente l’Ufha.

 

IN PRIMA LINEA

L’Ufha partecipa attivamente alle Consulte per i problemi politico-amministrativi delle persone con disabilità presso i più importanti organismi: Dipartimento Affari Sociali, Consulte regionali, Ministero della Funzione Pubblica, Consiglio Nazionale per la Disabilità, fa parte inoltre del Forum delle Associazioni familiari ed è tra le Associazioni fondatrici della FISH (Federazione italiana per il superamento dell’handicap).

Ha avuto un ruolo decisivo nell’assistenza domiciliare, servizio che dalla Capitale si è irradiato all’intera Italia.

L’Ufha è stata tra i più attivi promotori della legge 112 del 2016 relativa al “dopo di noi” e si sta battendo per la sua applicazione per assicurare un futuro sereno e dignitoso alle persone con disabilità grave.


Scarica l’articolo in allegato –> art. Repubblica, U.F.Ha.

Riflessione sui finanziamenti per il “dopo di noi” nella Legge di stabilità

Legge di stabilità dopo di noiAlcune riflessioni necessarie.

Le famiglie che si prendono cura di figli gravemente disabili rilevano un totale stravolgimento, rispetto alle loro aspettative, dello spirito che anima gli interventi in fieri relativi al “dopo di noi”; locuzione della quale evidentemente si è smarrito il senso.

E’ mistificatorio spacciare l’istituzione del fondo di 90 milioni destinati a persone con “disabilità grave, in particolare stato di indigenza e prive di legami familiari di primo grado” come un provvedimento destinato ad affrontare il problema del “dopo di noi”. Si tratta nella realtà di una misura doverosa, direi obbligatoria, ordinaria e minimale i cui fondi, non so in quale capitolo di bilancio fossero allogati, c’erano anche in passato! Se è vero come è vero che le persone con disabilità grave, in particolare stato di indigenza e prive di legami familiari di primo grado, sono state comunque assistite. Dovremmo discutere della qualità di questa assistenza e non presentare come un provvedimento rilevante che attiene al “dopo di noi” il fatto che un paese civile destini dei fondi all’assistenza di disabili gravi, poveri e senza famiglia.

Il “dopo di noi” è tutt’altra cosa! riguarda prioritariamente se non esclusivamente persone con gravi problemi intellettivi e/o gravissimi problemi fisici, che non hanno consentito e non consentono loro di lavorare, di produrre un reddito, di avere una vita indipendente; persone che hanno bisogno di essere guidate, di essere assistite con continuità per compiere gli atti fondamentali della vita, che per mancanza di alternative sono rimaste in famiglia: affidati quasi sempre a genitori anziani segnati da una vita usurante, a volte si tratta del genitore superstite in miseria per l’impegno economico per la propria assistenza e per quella del figlio.

Di questo si occupa la legge che porta il nome dell’on. le Argentin, una legge scarsamente entrata nel dibattito pubblico, sulla quale tuttavia molte famiglie ripongono le loro speranze.

Dire che il fondo creato da Renzi nella legge di stabilità sia un finanziamento della legge Argentin mi fa dubitare che queste speranze siano ben riposte.

G. Trinchieri

XIX Torneo dell’Amicizia

XIX Torneo dell'Amicizia

Uno degli incontri a squadre miste

Il 13 novembre 2014 c/o il campo verde della Parrocchia S.Alberto Magno alle Vigne Nuove si è celebrato il XIX Torneo dell’Amicizia.

Ed è subito magia!

Il campo si colora di mille colori come la tavolozza di un pittore naif, come la Piana di Castelluccio in primavera. Sono i colori di sei squadre di amici che hanno giocato tra loro, in due incontri a squadre miste, con una grande voglia di esibire il proprio talento, misurandosi sportivamente col temporaneo avversario, cercando di segnare più goals possibili e mirando ad una meritata vittoria. E così è stato per tutti indistintamente, perché tutti alla fine si sono divertiti e tutti hanno vinto la meritata ricompensa di un pomeriggio colmo di emozione, di gioia e soddisfazione.

Un ragazzo dell’Ottovolante, il Sig. Stefano Reppi è stato Direttore di gara di eccezionale bravura e professionalità.

Il Torneo dell’Amicizia, alla sua XIX edizione, quest’anno è stato condiviso e giocato da sei squadre di sei diverse realtà sociali di Roma:

  • U.F.HA. OTTOVOLANTE – squadra ospitante ed organizzatrice del Centro Diurno LUMIERE della ASL RM/A) Dott.ssa G. Simeoni
  • RO.D.A. ROMA DIVERSAMENTE ABILI – Avv. G. Serani
  • POLISPORTIVA ALBANO PRIMAVERA – Augusto Rossi
  • TOTTI SOCCER – Valerio Antelmi
  • TANGRAM Cooperativa IDEA PRISMA 82 – Alberto Andrade
  • BLUE STAR C.D. LA MONGOLFIERA ASL RM/E – B. Millud

A fine partite, il tempo di una doccia e tutti al “CASALETTO” a Largo Fratelli Lumière, 36 dove ha sede il Centro Diurno Lumière e dove si è svolta la cerimonia di premiazione. La struttura, che ospita pure una casa famiglia, è bella ed accogliente per contenere i circa cento intervenuti tra atleti, operatori e parenti.

XIX Torneo dell'Amicizia

Alcuni momenti delle premiazioni

Hanno onorato la manifestazione con la loro presenza l’Assessore ai Servizi Sociali del Terzo Municipio Eleonora DI MAGGIO, Il Dott. Guido TRINCHIERI Presidente U.F.Ha. e Presidente della Consulta Regionale del Lazio per la difesa dei diritti dei cittadini disabili, l’Ing. Giovanni SANTECECCA Consigliere U.F.Ha e Consigliere della Consulta del Terzo Municipio per la difesa dei diritti dei cittadini disabili, La Dott.ssa Beatrice SUMMA Responsabile C.F. Lumière.

Il Dott. Pasquale Barone, nostro amico da sempre ci ha mandato un suo delegato.

Il Presidente della Regione Lazio Nicola ZINGARETTI non potendo intervenire alla manifestazione ha comunque inviato una bellissima Lettera Presidente Zingaretti che trovate anche in allegato alla fine di questo articolo insieme ad una galleria di foto.

Sono mancati per importanti motivi di salute i nostri Amici di sempre Mons. Donato Perron e Rita Lodi Valentini. A loro va tutta la nostra riconoscenza ed un fervido augurio di pronta guarigione.

Ovviamente erano presenti i padroni di casa ossia lo Staff del Centro Diurno capitanato dalla Dott.ssa Giuseppina SIMEONI, il Mister Simone Cuozzo e i Trainers Andrea e Renzo.

Gli illustri ospiti hanno premiato le sei squadre con sei coppe di ugual misura donate dalla Regione Lazio e con sei palloni donati da Roma Capitale. Ogni atleta ha avuto una portachiavi ricordo di questa bellissima giornata.

Festeggiamenti XIX Torneo dell'Amicizia

Il terzo tempo è servito

Per finire un ricco buffet preparato ed allestito da Pasquale e Salvatore due Chefs d’eccezione del Centro Diurno Lumière organizzato e gestito dalla Dott.ssa Giuseppina Simeoni.

Questa manifestazione è stata possibile grazie all’interessamento terapeutico e solidale del Centro Diurno Lumière del IV Distretto della A.S.L. RM/A che si è riaffiliata alla F.I.S.D.I.R. grazie all’iscrizione all’Unione Famiglie Handicappati.

Grazie alla Regione Lazio e a Roma Capitale che hanno patrocinato e sostenuto questa iniziativa.

Un grazie di cuore a tutti quelli che in vario modo ci hanno sostenuto.

Un grazie speciale ed affettuoso a tutti i ragazzi che in spirito di vera Amicizia hanno condiviso questa bella esperienza sportiva e non solo.

VIVA LO SPORT E VIVA L’AMICIZIA

Renzo Medas

Lettera Presidente Zingaretti

Audizione U.F.Ha. alla XII Commissione

Roma 11 Settembre 2014 

Audizione informale XII Commissione in merito alle proposte di legge recanti “Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone affette da disabilità grave prive di sostegno familiare”

Ringrazio per l’opportunità che viene data all’U.F.Ha. di portare in questa sede la voce delle famiglie che si prendono cura di figli con disabilità, l’associazione è prevalentemente formata da famiglie in cui vivono figli gravemente disabili. Il concetto di gravità spesso è lasciato dal legislatore volutamente indefinito. Questo ostacola la programmazione di servizi appropriati alle diverse esigenze e la corretta valutazione dei loro costi, ed è una delle ragioni che ha impedito che un tema così importante e sentito venisse affrontato in maniera adeguata, evitando tragedie familiari divenute, in questi ultimi anni, sempre più frequenti.

Esprimiamo il nostro sentito apprezzamento a tutti i parlamentari firmatari delle cinque proposte, impegnati a cercare valide soluzioni ad un problema drammatico.

Non è del tutto infondata la posizione di coloro che pensano che la legislazione vigente consentirebbe già di affrontare il problema, ma se ciò non è avvenuto, e non avviene, nonostante l’estrema necessità di questi servizi, una ragione ci deve pur essere! Noi l’abbiamo individuata in leggi mal fatte, volutamente ambigue o aggrovigliatesi in complesse questioni giuridico-istituzionali come la 328/00. Questa legge all’art.14 parla di “progetti individuali per persone disabili”. L’ applicazione di questo articolo non avrebbe potuto trascurare il momento in cui la famiglia, i genitori in particolare, si avviano alla naturale conclusione della loro esistenza. Se questo articolo fosse stato applicato almeno in parte, oggi, quantomeno avremmo dati affidabili in merito al numero di cittadini interessati al problema.

C’è un’altra considerazione da fare, bisogna evitare di licenziare leggi che per la loro formulazione sembrano blandi consigli come, per fare un esempio, la legge 104/92, che per alcuni versi ha inciso molto positivamente sulla vita delle persone con disabilità, tuttavia, quando tratta di servizi alla persona ( fondamentali per le persone con disabilità) dice testualmente: “ Il servizio di aiuto personale, che può essere istituito dai comuni o dalle unità sanitarie locali nei limiti delle proprie ordinarie risorse di bilancio…. .

Una legge che voglia efficacemente affrontare il problema del “dopo di noi” deve coinvolgere e vincolare tutti gli enti e le istituzioni chiamati ad attuarla: le famiglie, le ASL, le Regioni, i Comuni, il Terzo Settore e le istituzioni culturali ed economiche del territorio.

 

Platea interessata

Né il numero complessivo delle persone con disabilità citato nei p.d.l in discussione e neppure il numero delle persone in condizioni di gravità, formalizzata dal riconoscimento secondo l’art.3 comma 3 della legge 104 con accompagno facilmente quantificabili, sono utili per stimare il numero di cittadini con disabilità interessati ai problemi del “dopo di noi”. La platea di persone interessate alle leggi di cui trattiamo è costituita da coloro che hanno il riconoscimento della condizione di gravità in base alla legge 104/92 che in età matura sono a carico dei genitori ”. Il dato numerico potrebbe essere estratto dalle denunce dei redditi e fornirebbe una buona base per il calcolo del numero di persone con disabilità che necessitano di questo servizio.

Si tratta evidentemente di persone che hanno gravi problemi intellettivi e/o gravissimi problemi fisici, che non hanno possibilità di autodeterminarsi, che non hanno potuto e che non possono lavorare, che non possono ambire ad una vita indipendente, che hanno bisogno di essere amorevolmente guidati e di essere assistiti per compiere gli atti fondamentali della vita e per queste ragioni sono rimasti “in famiglia”.

 

Aspetti economici

Le famiglie sono coscienti che lo Stato non è nelle condizioni di assumersi in toto l’onere economico di un intervento che sia risolutivo. E’ evidente che è necessario istituire un fondo specifico e vincolato ma anche di impostare ed affrontare il problema in una ottica nuova. Da sempre osserviamo che le famiglie tendono a diseredare il figlio con disabilità intellettiva a favore degli altri figli, sia perché sperano che siano essi a prendersi cura del fratello, sia perché il nostro sistema fiscale non tiene nel dovuto conto i bisogni assistenziali di una persona con disabilità. Disabili titolari di redditi anche minimi, lontanissimi da quelli necessari per pagarsi una assistenza dignitosa, verrebbero gravati da ticket e perderebbero il diritto alla gratuità di alcuni servizi.

I genitori reclamano norme giuridico-amministrative che consentano loro di destinare beni al figlio disabile con la garanzia che vengano finalizzati al suo benessere ed anche a quello di altri disabili meno fortunati. L’applicazione di   alcuni concetti mutuati dall’istituto giuridico del “trust”, ma con la garanzia dello Stato, motiverebbe i genitori a rendere disponibili risorse anche importanti. La Regione Lazio ha commissionato uno studio molto interessante alla società Theorema per la realizzazione di una “Fondazione insieme e dopo di noi” che approfondisce questi concetti.

Territorialità-domiciliarietà

La maggioranza dei genitori, per molte buone ragioni, desidererebbero che i propri figli continuassero a vivere nella propria casa, questo spesso non è possibile; si deve però impedire che le persone con disabilità, delle quali nessuno si e fatto carico fino al funerale dei genitori, vengano sradicate dal loro territorio, dal loro ambiente sociale e catapultate in strutture segreganti.

Case famiglia, con un numero massimo di 7 disabili conviventi, devono poter nascere su tutto il territorio nazionale ad opera degli enti locali, Asl, Comuni, ma anche di associazioni di famiglie, di soggetti del terzo settore e di istituzioni benefiche locali ecc. La nuova legge deve fornire gli strumenti giuridico amministrativi che consentano a questi soggetti di attivare iniziative, con la regia   dell’istituzione pubblica, capaci di stimolare ed utilizzare tutte le risorse presenti sul territorio.

E’ necessario superare la situazione attuale, che vede la continuità delle poche iniziative presenti sul territorio, ovviamente con un forte sbilanciamento fra nord e sud, legata a finanziamenti incostanti ed incerti. Il sistema delle case famiglia destinate al dopo di noi dovrebbe rispondere ai canoni delle più stabili fra le istituzioni pubbliche sull’esempio del sistema sanitario nazionale, della scuola o mi si passi la provocazione dei manicomi provinciali dove fino a pochi anni fa facilmente, e quanto mai stabilmente, finivano i nostri figli.

Considerazioni

Le cinque proposte di legge sono un segnale importante di attenzione per le famiglie che si prendono cura di persone con grave disabilità, è importante però giungere alla stesura di un testo che chiaramente individui risorse e responsabilità. L’U.F.Ha. è a disposizione per qualsiasi tipo di collaborazione e per approfondire in maniera puntuale dettagli e singoli aspetti delle proposte e delle riflessioni qui contenute.

Il Presidente

Guido Trinchieri

Scaricare di seguito il documento in allegato con il testo dell’audizione

Audizione XII commissione

U.F.Ha. Ottovolante Campione d’Italia

Sport per doisabili

UFHa Ottovolante Campione d’Italia

“Il campionato di calcio FISDIR proclama i nuovi vincitori, le tre squadre campioni 2014 tra conferme (Obiettivo Uomo nel livello agonistico) e novità.

Le novità sono rappresentate dalla Disabili Erei nel livello Elitè e dall’UFHA nel promozionale che, dopo anni di ottimi piazzamenti, riesce ad ottenere l’ambito titolo nel promozionale, livello dal quale cominceremo l’analisi del campionato.

Livello promozionale: onore all’UFHA! Lo avevamo detto nella presentazione di questo campionato, il calcio è pieno di storie bellissime che narrano di squadre ripescate all’ultimo minuto capaci di scrivere pagine importanti di sport.
E’ ciò che a Carbonia è capitato ai romani, volati in Sardegna per la rinuncia dell’Albano Primavera e alla fine capaci di sbaragliare l’agguerrita concorrenza.
Chiuso il girone iniziale con 7 punti in tre giornate – frutto di due vittorie contro Briantea 84 e Centro Serapide e un pareggio a reti inviolate contro Parco De Riseis – i laziali battevano proprio i pescaresi nella finalissima con un secco 3 a 1, che assegnava di fatto la medaglia d’argento ai ragazzi di D’Ottavio, secondi davanti a Centro Serapide e Briantea 84.
I campani del Serapide cedono il tricolore all’UFHA dunque, che scrive una pagina importante della propria storia conquistando il titolo 2014.”

UFHa Ottovolante Campione d'Italia

UFHa Ottovolante Campione d’Italia

Fin qui la cronaca ufficiale della FISDIR. Vale la pena aggiungere quanto questa impresa sia stata fortemente desiderata, cercata e sognata dai nostri ragazzi del laboratorio terapeutico di attività motoria ( leggasi Calcetto ) del Centro Diurno LUMIERE gestito dalla ASL RM/A – IV Distretto e da ROMA CAPITALE: MARCO C., LUCA, STEFANO D.N., ALESSANDRO, MARCO P., MAURO, FILIPPO, MASSIMILIANO, FRANCESCO, STEFANO R., RICCARDO, MICHELE, MARCELLO.

Questi ragazzi sono anche soci dell’Associazione Sportiva Dilettantistica U.F.Ha. e tesserati FISDIR; Campioni regionali 2009, Medaglia d’Argento nel Campionato Italiano di Firenze 2012, Medaglia d’Argento nel Campionato Italiano di Augusta (SR) nel 2013.

Anni di allenamento terapeutico non sfociano spesso in una riva plateale come quella di un campionato Italiano. A noi è successo. BRAVI! BRAVI! BRAVI!

L’U.F.Ha. ha ascoltato la nostra voce ed ha acceso i motori dell’aereo per la Sardegna. ED IL SOGNO E’ DIVENTATO REALTA’. GRAZIE U.F.Ha.

Il resto già lo sapete.

Un grazie speciale a Enzo De Nardis Presidente della Polisportiva GIRASOLE e grande organizzatore dell’evento sportivo che ci ha riservato una ospitalità d’eccezione.

Ed infine un grazie tutto di cuore ai tre amici che volontariamente hanno accompagnato la squadra dell’UFHa e del Centro Diurno LUMIERE.: Pasquale, Salvatore e Renzo.

La FISDIR ci ha consegnato 15 scudetti. Non sapiamo dove cucirli. Confidiamo nella generosità di qualche sponsor che doni all’Ottovolante una divisa nuova.

renzo.medas@fastwebnet.it

A Bologna il 12 e il 13 Luglio la Conferenza Nazionale sulla disabilità

(regioni.it) Si terrà a Bologna (palazzo dei Congressi della Fiera di Bologna) il 12 e il 13 luglio la IV Conferenza Nazionale sulle Politiche della disabilità promossa dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, presso il quale è istituito l’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità e organizzata insieme alla Città di Bologna.
L’evento rappresenta un’occasione di confronto fra le istituzioni e le organizzazioni rappresentative della società civile e del privato sociale, che esplicano la loro attività nel campo dell’assistenza e della integrazione sociale delle persone con disabilità.  La Conferenza, prevista dall’art. 41-bis della Legge 104 del 1992, costituisce l’opportunità per una puntuale riflessione sul lavoro svolto negli ultimi anni dall’Osservatorio ed è, inoltre, un momento molto atteso ai fini della più ampia condivisione del primo Programma d’ Azione Biennale  per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità.
Nell’ambito dei compiti assegnati dalla Legge n° 18 del 2009all’Osservatorio, lo scorso mese di marzo l’organismo ha, infatti, concluso il processo relativo alla predisposizione di un programma di azione biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità, in attuazione della legislazione nazionale e internazionale.
Si è trattato di un processo molto partecipato, conclusosi grazie all’attività di sei gruppi di lavoro interni all’Osservatorio ed aperti anche al contributo di ulteriori esperti ed esponenti del mondo dell’associazionismo e ha tratto frutto dall’intensa attività che ha portato, alla fine del 2012, alla redazione del primo Rapporto all’ONUsulla implementazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità.
L’evento si articolerà su due giornate, con inizio la mattina del venerdì alle ore 9 e conclusione a metà del sabato, con una plenaria iniziale, un pomeriggio dedicato ai gruppi di lavoro, ed una seconda mattinata dedicata ai ritorni in plenaria delle conclusioni dei gruppi e ad una tavola rotonda di confronto con le federazioni nazionali maggiormente rappresentative del mondo della disabilità e con le parti sociali e la partecipazione dei Ministri competenti, delle Regioni e Provincie Autonome, delle Autonomie Locali.
I gruppi di lavoro, che si legano alle prime sei linee di intervento del Programma d’ Azione Biennale, sono i seguenti:
1)    revisione del sistema di accesso, riconoscimento/certificazione della condizione di disabilità e modello di intervento del sistema socio-sanitario;
2)    lavoro e occupazione;
3)    politiche, servizi e modelli organizzativi per la vita indipendente e l’inclusione nella società;
4)    promozione e attuazione dei principi di accessibilità e mobilità;
5)    processi formativi ed inclusione scolastica;
6)    salute, diritto alla vita, abilitazione e riabilitazione.
Gli inviti sono dunque partiti e le risposte arriveranno a breve. Ma qualche nome è dato per “sicuro”, come quello del sottosegretario all’Istruzione Marco Rossi Doria e del Presidente della Conferenza delle Regioni Vasco
Errani, oltre al ministro del Lavoro e Politiche sociali Enrico Giovannini e al suo viceministro Cecilia Guerra. Prende quindi corpo la Conferenza nazionale sulle politiche della disabilità.  Dopo i saluti iniziali, la mattinata del venerdì sarà affidata all’apertura di Cecilia Guerra e all’illustrazione dello stato dell’arte delle politiche sulla disabilità; a livello internazionale, nazionale e regionale. Del quadro internazionale parlerà tra gli altri Daniela Bas, da due anni e mezzo a capo della Divisione per le Politiche Sociali e lo Sviluppo del Segretariato delle Nazioni Unite – DESA (Department of Economic and Social Affairs). Bas, che in passato ha fatto anche parte dell’Osservatorio nazionale sulla disabilità (rappresentava il Ministero degli esteri), interverrà da New York con un video-messaggio, in quanto impegnata nell’organizzazione della VI Conferenza degli Stati Parte della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, prevista al Palazzo di Vetro dal 17 al 19luglio. Con lei interverranno anche rappresentanti dell’Unione Europea e del Consiglio d’Europa.
Il quadro nazionale sarà illustrato da Matilde Leonardi, coordinatrice del Comitato scientifico dell’Osservatorio nazionale, il quadro regionale da Lorena Rambaudi, coordinatore della Commissione Politiche sociali della Conferenza delle Regioni.
La lista dei moderatori e dei rapporteur dei sei gruppi di lavoro è  ancora in lavorazione: a rappresentanti delle
istituzioni toccherà il ruolo di moderatore (saranno
indicati soggetti dei ministeri del Lavoro, della Salute,
dell’Istruzione e delle Regioni) mentre le associazioni si
divideranno i sei posti di rapporteur che dovranno sintetizzare il sabato mattina in assemblea plenaria il lavoro svolto il pomeriggio precedente nei gruppi di lavoro. Alla tavola rotonda conclusiva, insieme a ministri e sottosegretari, prenderanno la parola anche i sindacati (Cgil, Cisl, Uil, Ugl) e i Presidenti delle due federazioni maggiormente rappresentative: Pietro Barbieri per la Fish e Giovanni Pagano per la Fand.
La partecipazione alla Conferenza è aperta e gratuita.  È possibile pre-iscriversi ai gruppi di lavoro nonché alla Conferenza scaricando la scheda di iscrizione che dovrà essere inviata per fax o posta elettronica alla:
Segreteria Organizzativa Bologna Welcome – Bologna Congressi SpA  (Tel +39-0516375186,  Fax:+39-0516375149 info@bolognawelcome.it – balberti@bolognawelcome.it; sito web: www.bolognawelcome.it

Assemblea Consulta Regionale per i Problemi della Disabilità e dell’Handicap

27 giugno ’13 sala Tirreno

Relazione del Presidente

G. Trinchieri

 

Qualche riflessione sulla situazione economica che  stiamo attraversando è necessaria!

La situazione economica, che rende difficile la vita di tanti cittadini ha, sui disabili e sulle loro famiglie, un impatto devastante,  poiché si tratta di cittadini già in affanno, non solo sul piano economico, ma sul piano del riconoscimento di diritti umani fondamentali, delle pari opportunità, del diritto all’istruzione, del diritto al lavoro ecc.

Un percorso, seppure lento, verso la piena cittadinanza, non solo si è fermato ma ha invertito pericolosamente la rotta. Le famiglie che si prendono cura di persone con disabilità sono sempre più povere e sole: i servizi sono sempre meno presenti ed erogati in maniera episodica ed incerta, non più diritti ma elargizioni!

La nuova fase politica, apertasi in Regione con il cambio di amministrazione, accende molte speranze. La Consulta per i Problemi della Disabilità e dell’Handicap, le associazioni che la compongono ed i leader associativi che le rappresentano, sono un patrimonio di conoscenze, di esperienze, di capacità a disposizione perché, in questo nuovo quadro,  la politica regionale riprenda la strada della crescita democratica e civile. La delega “Tremonti” di riforma dei servizi sociali e del fisco, all’art. 10 affermava che i servizi sarebbero stati garantiti solo a chi “autenticamente bisognoso”, vorremmo invece che si  recuperasse lo spirito della Costituzione che impone di rimuovere gli ostacoli che impediscono condizioni di parità fra i cittadini (art. 3), e quello  della legge n° 18 del 3 Marzo 2009” convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità” , che guarda alla disabilità  non tanto come  limite della persona, ma come conseguenza di un ambiente sfavorevole che può determinare emarginazione e segregazione dalla vita civile e sociale.

Dall’ultima nostra assemblea tenuta in occasione dell’approvazione del documento della Consulta, destinato ai candidati alla presidenza della Regione, sono notoriamente cambiate molte cose. L’assessore Paola Vasini, designata alla guida dei servizi sociali della Regione, ha dato sollecitamente la sua disponibilità ad incontrare la Consulta che le ha voluto esprimere le felicitazioni per la sua nomina e gli auguri per il difficile lavoro che la attende.

L’incontro è stato comunque tutt’altro che formale, è stato affrontato l’annoso e spinoso tema del ruolo della Consulta spesso, in passato, ignorato e mortificato. Abbiamo, pertanto, apprezzato particolarmente la decisione dell’Assessore che ha disposto  l’assegnazione di una stanza e reso disponibile un impiegato regionale per supportare le attività della Consulta. Supporti che, per quanto previsti nella legge 36/2003 istitutiva della Consulta, sono stati in passato, insistentemente, quanto inutilmente, richiesti. E’ stata focalizzata l’attenzione su alcuni dei temi già individuati quali prioritari nel documento proposto dalla consulta prima delle elezioni e che si auspica possano essere affrontati con decisione e tempestività.

In particolare

  1. Il recepimento da parte della Regione della legge 328/2000. Legge che, ad oltre cento anni dalla riforma Crispi, ha riscritto le regole dell’assistenza pubblica, restituendo dignità umana e diritto di cittadinanza alle persone con disabilità. Riteniamo debba esser il primo impegno per la nuova amministrazione regionale . Il tema, sottovalutato, per oltre  dieci anni, non è di poco conto: poiché attraverso quella legge possono trovare attuazione diritti importanti ancora negati alle persone con disabilità.
  2. L’istituzione di un osservatorio sull’applicazione, a livello regionale,  della  “Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità”, recepita nel corpus della legislazione della Repubblica Italiana,  con la Legge n° 18, dal 3 Marzo 2009 ma spesso ignorata in atti normativi anche recenti.
  3. Riattivare il percorso per la istituzione Della” Fondazione insieme dopo di noi” nata dalla stretta collaborazione fra la Consulta e l’assessorato. Il documento, redatto a cura della regione, recepisce idee ed esperienze particolarmente innovative, che hanno acceso grandi speranze nelle famiglie angosciate da questo problema. E’ necessario al più presto stilare un programma operativo che dia la certezza di portare a compimento una iniziativa, anche politicamente, molto qualificante .
  4. La questione della compartecipazione alla spesa, per le persone con disabilità che frequentano i centri diurni ex art. 26, è stata per la Consulta motivo di forte impegno. La L.R. del 24 Dicembre 2010 n°9 Disposizioni collegate alla legge finanziaria regionale per l’esercizio finanziario 2011, per gli aspetti che ci interessano viene ordinariamente disattesa. Persone con disabilità tanto grave da non avere altra possibilità che frequentare un centro diurno, vengono costrette, illegittimamente a pagare una compartecipazione non dovuta, una vessazione scandalosa che richiede un intervento urgente!

I commi 92,93e94 dell’art. 2 della richiamata legge 9 riportati di seguito non lasciano dubbi!

92. La Regione concorre agli oneri a carico dei comuni derivanti dall’applicazione dei decreti del commissario ad acta per il piano di rientro sanitario n. U0095/2009 e U0051/2010 concernenti la compartecipazione alla spesa per le attività riabilitative erogate in modalità di mantenimento, regime residenziale e semiresidenziale.

93. Con deliberazione della Giunta regionale sono definiti criteri e modalità di  attuazione del comma 92, in particolare:
a) hanno diritto alla compartecipazione alla spesa da parte del comune le persone maggiorenni con un reddito ISEE individuale non superiore a euro 13.000,00 annui nonché le persone minorenni il cui nucleo familiare abbia un reddito ISEE non superiore a euro 26.000,00 annui;

b) la partecipazione della Regione è pari all’80 per cento degli oneri netti sostenuti dai comuni.

94. Agli oneri di cui al comma 93, stimati per l’anno 2011 in euro 16.000.000,00, si provvede con quanto previsto sullo stanziamento del capitolo H41584 del bilancio dell’anno 2012 a seguito di rendicontazione da parte dei comuni.

La Consulta è stata convocata anche dall’assessore al lavoro, Lucia Valente, per discutere i problemi specifici dell’inserimento lavorativo delle persone con disabilità e mettere in programma incontri finalizzati ad   affrontare i problemi nell’ applicazione della legge 68 e la regolamentazione della legge regionale  19.

Assemblea della Consulta Regionale per i problemi della disabilità e dell’handicap

ASSEMBLEA DELLA CONSULTA REGIONALE PER I PROBLEMI DELLA DISABILITA’ E DELL’HANDICAP (L.R. 03.11.2003, n. 36)

6 novembre 2012 ore 10,00

Sala Rame – sede Lazio Service

 

 

Sintesi

 

 

La Consulta regionale per la tutela dei diritti della persona con problemi di disabilità e di handicap, istituita con Legge regionale 03.11.2003 n.36, costituisce per la Regione Lazio organo primario di consultazione e di promozione per il pieno inserimento della persona con disabilità nella vita sociale e lavorativa.

 

Ai sensi dell’art. 3 comma 1 della suddetta Legge i rappresentanti delle organizzazioni e delle associazioni designati a partecipare ai lavori della Consulta devono essere rinnovati ogni tre anni.

 

Si è proceduto a detto rinnovo con  Decreto presidenziale n T 00289 del 13/08/2012  e con successivo Decreto T00366 del 31.10.2012 di integrazione della composizione della Consulta.

 

Con l’assemblea del 6 novembre sono state espletate le operazioni di voto per il rinnovo degli organi della Consulta: Presidente e 15 componenti del Comitato Direttivo (secondo il regolamento votato nell’assemblea straordinaria del 17.2.2004).

 

Il risultato dell’elezione degli organi è poi oggetto di una determinazione concernente la presa d’atto.

 

 

Componenti della Consulta

 

L’art. 2 della legge regionale n. 36/2003 stabilisce che la Consulta sia composta da:

a)     un rappresentante per ciascuna delle associazioni previste dalla legge regionale 24.05.1990, n. 58 e successive modifiche;

b)     un rappresentante per ciascuna delle organizzazioni iscritte all’albo previsto dalla legge regionale 28.04.1983, n. 24 e  successive modifiche;

c)     un rappresentante per ciascuna delle organizzazioni di volontariato iscritte  nel registro di cui alla legge regionale 28.06.1993, n. 29 e successive modifiche, le quali abbiano svolto attività prevalenti nel settore della disabilità e dell’handicap per almeno due anni al momento della richiesta di designazione di cui all’art. 3 della legge;

d)     un rappresentante per ciascuna delle associazioni e dei relativi coordinamenti iscritti nel registro di cui alla legge regionale 01.09.1999, n. 22 e successive modifiche, le quali abbiano svolto attività prevalenti nel settore della disabilità e dell’handicap per almeno due anni al momento della richiesta di designazione di cui all’art. 3 della legge.

 

 

Risultato delle votazioni del 6 novembre 2012

 

PRESIDENTE

  GUIDO TRINCHIERIU.F.H.A. Onlus UNIONE FAMIGLIE HANDICAPPATI

 

 

CONSIGLIO DIRETTIVO

  AQUILANI  ITALOA.N.M.I.C.   ASSOCIAIZONE NAZIONALE MUTILATI E INVALIDI CIVILIBARLAAM   DINOA.V.I. AGENZIA PER LA VITA INDIPENDENTE ONLUSBELLAFEMINA  FRANCESCAA.N.I.E.P. ASSOCIAZIONE PROMOZIONE E DIFESA DEI DIRITTI SOCIALI E CIVILI DEGLI HANDICAPPATICANALI  ANNAASSOCIAZIONE CIECHI AZZURRACHINCA  MARIOASSOCIAZIONE MALATI DI RENI ONLUSCASTRICIANO  GIAMPIEROVIA LIBERA ASSOCIAZIONE NAZIONALE PER I DIRITTI DELL’UTENZA DEBOLECOLONNA  ALESSANDRALEGA ARCOFOCHETTI  FOSCOA.N.M.I.L. ASSOCIAZIONE NAZIONALE MUTILSATI ED INVALIDI DEL LAVOROGREGORI   LUCIA  RITAINSIEME OLTRE  IL  MUROMATARRESE  SABINA ANTONIETTAA.R.P.A. ASSOCIAZIONE ITALIANA PER LA RICERCA SULLA PSICOSI E L’AUTISMOPALUMBO  DONATELLAA.N. F.F.A.S.  ROMA ONLUS ASSOCIAZIONE FAMIGLIE DI PERSONE CON DISABILITA’ INTELLETTIVA E/O RELAZIONALERAMPIONI  CARLOA.I.P.D. ASSOCIAZIONE ITALIANA PERSONE DOWN SEZIONE DI ROMAROMEO  ROBERTOA.N.G.L.A.T. ASSOCIAZIONE NAZIONALE GUIDA LEGISLAZIONE HANDICAPPATI TRASPORTIVENTURA  ANNITAU.I.C. ONLUS  UNIONE ITALIANA DEI CIECHI E DEGLI IPOVEDENTI

 

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