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Interventi in ambito FISH a seguito dell’articolo di S. Nocera

Una vicenda amara

La vicenda di Piergiorgio Welby ha suscitato dolore misto a disagio, pietà, indignazione….sentimenti complessi e contraddittori, come complessa e contraddittoria è questa vicenda, esibita, spettacolarizzata, sfacciatamente usata. Si è avuta l’impressione di essere stati coinvolti in una sorta di “grande fratello” rumoroso e volgare, condotto sapientemente alla sua tristissima conclusione, per creare, intorno a precise tesi politiche, un consenso emozionale più che razionale. Al di là di questo, restano sul tappeto quesiti fondamentali che interrogano tutti,  con particolare urgente drammaticità il mondo dei disabili.

In questa circostanza l’Italia intera si è interrogata  sulla “morte dignitosa” di un cittadino, la vita dignitosa che da anni chiediamo per decine di migliaia di cittadini disabili non suscita alcuna attenzione né dei mezzi di informazione né della politica.

Non hanno suscitato nessun clamore, neppure uno straccio di dibattito, le inquietanti affermazioni, attribuite al reverendo anglicano Buttler, che non ritiene illecita la soppressione di un neonato disabile grave, così come la richiesta del Royal College of  Obstetricians and Gynecology”di consentirne la soppressione sembra non abbia scandalizzato nessuno. Come  nessuno  se l’è sentita di fare qualche considerazione sulla straziante vicenda del nostro socio che, esasperato, ha soppresso il proprio figlio, suscitando finalmente quelle “emozioni” che gli sono valse la Grazia del Presidente della Repubblica.

Non vi sembra si corra concretamente il rischio che le nostre pretese,( addirittura l’ inclusione sociale dei gravi!!), prima o poi si troveranno a fare i conti con chi  proporrà per i nostri figli una bella morte “dignitosa”,che potremo, in un gesto già definito “di estremo amore”,elargire noi stessi, sicuri che una “grazia” non ce la negherà nessuno?

Non vi sembra che l’approccio indicato dalla “soluzione” del caso Welby sia una grave minaccia per i Welby di tutte le età che vivono nelle nostre famiglie?

Un anticlericalismo di stampo ottocentesco più che un  pensiero autenticamente laico impediscono valutazione che abbiano invece attinenza con l’uomo padrone dei propri destini centro del pensiero laico. Vale la pena osservare che i “tabù” sono nati e nascono, nelle società umane per salvaguardare se stesse. Le religioni per le stesse ragioni li trasformano in precetti, in qualche caso, vengono superati dalla evoluzione e dai mutamenti storici in altri ed è questo il caso della “sacralità della vita” mantengono intatto il proprio valore laico e religioso. Nazismo docet.

T.G.