Assemblea Elettiva della “Consulta per i Problemi della Disabilità e dell’Handicap”

Relazione di Fine Mandato

Porre il sigillo, chiudere quasi sette anni di presidenza della “Consulta per i Problemi della Disabilità e dell’Handicap” non è cosa semplice; abbiamo visto avvicendarsi: presidenti della Regione di diversa appartenenza politica; assessori che hanno battezzato l’assessorato alle Politiche Sociali con le locuzioni più diverse; funzionari, staff politici e… direttori che non sempre hanno mostrato il volto migliore dell’amministrazione della cosa pubblica. Il Consiglio Direttivo e l’Ufficio di Presidenza in questi anni non hanno risparmiato impegno ed energie per assolvere i compiti che la legge regionale 36/2003 affida loro. Oggi, seppure per sommi capi, è necessario fare, se non un bilancio, almeno qualche considerazione da affidare a coloro a cui passeremo il testimone. Non mi interessa fare l’elenco delle cose fatte anche perché l’elenco di quelle non fatte sarebbe molto più lungo. Voglio però citare un merito della Consulta: la disposizione regionale, che stabilisce che nel calcolo ISEE, per l’accesso ai servizi destinati a persona con disabilità, si debba fare riferimento esclusivamente al reddito personale, questo criterio, inizialmente applicato con molta fatica, è entrato successivamente nella normativa nazionale.

Le brevi riflessioni che seguono non hanno, e non vogliono avere alcun intento polemico, rispondono invece alla necessità di assolvere al dovere civico ed istituzionale di rendere espliciti, per la prossima consiliatura, le ragioni, i nodi, i vincoli che hanno condizionato l’attività di un organo democratico di rappresentanza istituito e regolamentato da una legge regionale.

La Consulta, che mi è stata affidata circa sette anni fà usciva da contrasti e divisioni, in questi anni ha ritrovato armonia ed unità, espresse dalla partecipazione assidua e fattiva di quasi tutti i consiglieri alle riunioni di consiglio ed alle altre attività connesse alla carica. Anche se debbo censurare il comportamento di qualcuno che, eletto nel consiglio anche per i vibrati richiami al dovere e i rimproveri ai consiglieri uscenti, in quasi quattro anni non ha partecipato ad una sola riunione.

Recepimento legge 328/00

“Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”

Anche sotto la pressione della Consulta, prima l’amministrazione Marazzo, poi quella Polverini ed oggi quella guidata da Zingaretti, hanno portato in Consiglio Regionale proprie proposte di legge con l’intento di recepire, ciascuno con una propria legittima prospettiva politica, la legge 328/00. Una delle leggi più civili di questo Stato, che ha restituito dignità, dopo l’ottocentesca legge Crispi, ai cittadini socialmente svantaggiati e fra essi, alle persone con disabilità. Una legge che codifica e rende esigibili diritti fondamentali, penso all’art.14. che tratta dei” Progetti individuali per le persone disabili”. La Consulta ha supportato tutte le amministrazioni che si sono succedute   impegnandosi in un estenuante lavorio: proposte, esami e riesami, audizioni, incontri, convegni… ma a tutt’oggi la legge regionale non c’è. Vorrei si riflettesse senza retorica sull’enorme lesione dei diritti dei più deboli che deriva da tanta sciatteria, un esempio: non ci sarebbe stata nessuna necessità di una legge sul dopo di noi se il contenuto del richiamato art. 14 della legge 328 fosse integralmente applicato.

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